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Google Translate “Impossibile” non votare il Premier

Giallo su Google Translate, il servizio di traduzione del principale motore di ricerca del mondo, per cui sembra che sia «impossibile» non votare per il premier italiano, Silvio Berlusconi. Se si utilizza il servizio per tradurre la frase «Io non ho votato Berlusconi», il motore di ricerca omette la parola non. Una circostanza misteriosa, tanto più che non si ripete con i nomi di altri leader politici, nè italiani nè stranieri. Il curioso bug risulta ancora più strano se si considera che la traduzione, che avviene in modo dinamico, ovvero cambia man mano che si digita il testo, rimane quella corretta fino a quando si arriva a scrivere Berlusco, ma non appena si aggiunge la «n», il non viene emesso. L’errore si ripete con varie lingue, fra cui inglese, spagnolo, francese e tedesco, mentre sembra non esserci nel caso si cerchi di tradurre in italiano la stessa frase da una qualche lingua straniera.

Il problema è stato poi risolto dalla stessa Google che ha così giustificato il tutto: «Google Translate è un traduttore automatico, che funziona quindi senza l’intervento di traduttori umani, utilizzando una tecnologia allo stato dell’arte. Dal momento che le traduzioni sono generate da una macchina, non tutte sono perfette e talora ci possono essere degli errori. Se qualcuno individua una traduzione errata, come appunto successo oggi, ce la può segnalare e noi saremo felici di cercare di correggerla quanto prima».

Flash in arrivo su iPhone e iPad

Flash arriva sui dispositivi mobili Apple. Non su un browser qualunque ma tramite Skyfire, un’applicazione che ha penato ben due mesi di tempo nella sala d’attesa di Cupertino per essere approvata ma ora è (sarebbe) in dirittura d’arrivo. Lo scrive il sito di CnnMoney dove la startup americana conferma l’appuntamento per gli amanti di iPhone e iPad per questo giovedì alle ore 9 – ora della costa est americana – quando il software potrà essere scaricato dall’AppStore al prezzo di 2,99 dollari. Una specie di rivoluzione copernicana (molto) in miniatura, data l’idiosincrasia di Jobs per Flash.
Malgrado la recente apertura di Apple sul lato applicazioni, l’idea di Skyfire per agirare le limitazioni imposte dalla casa madre è elaborata e molto particolare. In pratica quando un utente richiede un video in Flash sul browser, il filmato viene di fatto inviato sui server dell’azienda dove lo streaming video viene trasformato nel formato Html5. Una conversione in tempo reale che pare non sarà applicabile a tutti i contenuti Flash, almeno non a quelli più complessi. Skyfire da qualche mese è già disponibile sugli altri sistemi operativi per cellulari, da Android a Symbian, dove sono stati riscontrati alcuni bug. Che, secondo l’azienda, sono stati però risolti nella versione 2.0, quella in arrivo per iOS.

Apple e Adobe fanno pace: il Flash Player entra in iPhone e iPad

Dopo le ultime notizie che facevano trapelare invidie e odi tra le due major, confermati da comunicati stampa addirittura da Steve Jobs e l’amministratore delegato Adobe, finalmente sembra che la pace sia fatta.

Secondo le ultime indiscrezioni Apple e Adobe stanno lavorando assieme per sviluppare la tecnologia flash all'interno degli ultimi prodotti apple

Gli ingegneri che sviluppano il Flash Player stanno lavorando in collaborazione con Apple per migliorare le performance del riproduttore multimediale su Mac OS X e fare in modo che la futura versione 10.1 (da poco disponibile come versione beta) sarà più veloce su Mac che su Windows.

Come aveva già fatto sapere Kevin Lynch, Chief Technology Officer di Adobe qualche giorno addietro, la società conferma di essere al lavoro per migliorare le prestazioni del Flash Player sotto Mac OS X. Ma la società di San Josè non è sola a manovrare sul codice, gli ingegneri che sviluppano il software stanno lavorando in collaborazione con Apple.

Resta da vedere quali saranno gli sviluppi futuri di questa collaborazione. E’ infatti indubitabile che, al di là dei proclami, Flash su piattaforma Apple è un elemento strategico e fondamentale per tutte e due le società coinvolte. Apple ha bisogno che il player che è alla base di una enorme parte di siti Internet funzioni correttamente, assorbendo meno risorse processore e consumando meno batteria, dall’altra parte Adobe ha tutto l’interesse a mantenere coinvolta Apple perché è legato al nome di Cupertino il principale dispositivo mobile con accesso ad Internet oggi presente sul mercato, ovvero iPhone e uno dei più promettenti per il futuro, ovvero iPad.

iPhone 4g cresce fino ad un quarto di pollice in più

da http://www.iphone-up.it/

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Quella che vedete alla vostra destra della foto di apertura potrebbe essere la mascherina frontale del nuovo iPhone 4G. Il sito iResQ, poche ore fa, ha pubblicato l’anteprima dell’ipotetica mascherina del futuro modello di melafonino. Ovviamente, le immagini stanno facendo il giro del pianeta interessato alla tecnologia. Come si può notare, lo schermo sembra essere più grande rispetto a quello di iPhone 3GS.

Approssimativamente, osservando le proporzioni del presunto frontale di 4G rispetto a quelle del 3GS, le dimensioni dello schermo sembrano essere maggiori di un quarto di pollice.

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Nell’inedito e nuovo pannello frontale c’è una specie di fessura riflettente proprio sopra l’altoparlante di iPhone. Che si tratti dello spazio per la camera frontale?

Indiscrezioni ed anteprime di questo tipo, in passato,  sono già trapelate sulla rete grazie a falle interne ai fornitori asiatici di Apple. L’aspetto del nuovo frontale di iPhone potrebbe essere veritiero ma, a scanso di equivoci, bisogna sottolineare che non c’è nessuna conferma certa sulla validità dell’indiscrezione.

Link: macrumors.com

Apre il MacWorld Expo 2010, ma senza mamma Apple!

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Domani (9 Febbraio 2010) partirà il MacWorld Expo 2010, come molti di voi già sanno Apple non ci sarà. L’evento si svolgerà presso il Moscone Center di San Francisco. Apple circa un anno fa, annuncio che non sarebbe più stata presente in fiere ed eventi tecnologici, l’obiettivo dell’azienda di Cupertino è di aprire sempre nuovi Apple Store (in modo da arrivare a più gente possibile) e di creare Apple Event studiati e mirati alla presentazioni di prodotti nuovi da commercializzare. Ricordiamo che il MWSF 10 è stato posticipato a Febbraio in modo da evitare problemi con il CES di Las Vegas. Il MacWorld Expo 2010 partirà domani e si concluderà il 13 Febbraio.

Il cambio di tendenza e la decisione di non dedicare le proprie risorse ad una presenza da protagonista in fiere ed eventi tecnologici da parte di Apple era giunta a gennaio dello scorso anno. La scelta da allora è stata quella di focalizzarsi nell’inaugurazione di un sempre più elevato numero di Apple Store e la creazione di apple event mirati, conferenze stampa appositamente create per la presentazione di nuovi prodotti made in Cupertino.

Primo benchmark di un MacBook Pro con Core i7

Il benchmark del presunto MacBook Pro con Intel Core i7

Nel week-end appena trascorso è apparso su Geekbench il benchmark di un presunto MacBook Pro con Intel Core i7. La pagina specifica che si tratta di un MacBookPro 6,1, identificativo di un modello non ancora annunciato da Apple e presente in OS X 10.6.2.

Precisamente, il processore di questo interessante computer è un Intel Core i7 M620. Il più potente della famiglia Arrandale, l’ultima piattaforma Intel nel settore mobile presentata al CES 2010.

Inoltre, un altro particolare da osservare è l’utilizzo nel benchmark di una build di OS X 10.6.2, la 10C3067, che è da considerarsi come una compilazione interna e non rilasciata ufficialmente da Apple. Sarebbe stato più comprensibile l’utilizzo di una build in sviluppo di OS X 10.6.3.

Dunque, visto questo benchmark, dobbiamo davvero aspettarci un MacBook Pro con Intel Core i7? Innanzitutto, bisogna precisare che i test pubblicati su Geekbench su sempre da prendere con le pinze. A meno che tempo fa Apple non abbia testato un MacBook Pro con processore AMD senza rivelarlo a nessuno.

Tuttavia, la possibilità di avere un chip Intel di nuova generazione sui notebook più performanti di Cupertino era già stata presa in considerazione da tempo, come quando la compagnia di Santa Clara si era lasciata sfuggire una comunicazione interna relativa ad una offerta promozionale di un MacBook Pro con Core i5. Sebbene tale promozione sia poi stata velocemente smentita.

L’ipotesi più ragionevole consiste nell’impiego da parte di Apple sia del Core i7 che del Core i5. Il primo, un Core i7 M620 da 2,66GHz, sul MacBook Pro più potente e da 17 pollici mentre, nei modelli a livelli medio-bassi, invece, la scelta di utilizzare varie versioni del Core i5 sembra più probabile. Attendiamo comunque l’arrivo della primavera che dovrebbe portare ulteriori novità al riguardo.

Steve Jobs incontra New York Times e Wall Stree Journal per il futuro dell iPad

Intanto un sondaggio in rete svela che il grande pubblico non sente la necessità dell iPad, che anzi risulta inutile e poco ambito… Sarà davvero cosi o è il classico menefreghismo che nasconde una voglia matta di metterci le mani sopra?

“L’ iPad logora chi non ce l’ha”

Apple iPad

Sembra proprio che Steve Jobs sia preoccupato per il futuro del suo iPad tanto che in questi giorni ha avuto degli incontri segreti con i rappresentanti del New York Times e Wall Stree Journal per presentare il prodotto Apple iPad come un dispositivo nuovo per i media.

Le preoccupazioni di Steve Jobs riguardo l’ Apple iPad non sono del tutto infondate anche perché sembra che un sondaggio indichi come dopo la presentazione tanti utenti siano stati delusi dal prodotto visto e quindi Apple abbia deciso di correre ai ripari. Infatti l’incontro segreto avuto con il New York Times e il Wall Street Journal si allinea con la volontà di Jobs di associare al dispositivo un’idea precisa, quella di un sistema per usufruire dei media, un nuovo metodo per entrare in contatto con le informazioni.

Però i problemi non sono solo questi anche perché secondo molti osservatori invece di aver colmato il gap tra i netbook e gli smartphone ha ancora lasciato un buco tecnologico: perché lo smartphone è troppo piccolo per visualizzare i contenuti di un certo tipo, mentre l’iPad è troppo grande per essere portatile, portato ad esempio nella tasca, mentre la necessità ad esempio sembra sia quella del display da 5 massimo 7 pollici che permetta la visualizzazione comoda dei contenuti, soprattutto legati all’informazione come giornali online ed eBook.

Apple iPad: previsto collasso rete mobile

Non è ancora in commercio, ma già fa parlare di se per i danni che potrebbe provocare.

Secondo la FCC la rete mobile Usa non sarà in grado di sopportare la mole di richiesta di traffico a seguito del lancio di iPad nel mercato.

Vista l’esponenziale crescita dell’utilizzo della rete mobile dopo il lancio dell’Iphone, la Federal Communications Commission, FCC in Usa, calcolatrice alla mano, ha fatto due conti, e si è resa conto che la rete è sottodimensionata.

E’ previsto infatti che, molti utenti dopo l’apertura delle vendite del tanto atteso iPad, possano acquistare Internet-Keys per collegare i loro amati aggeggi ad internet, aumentando in maniera vertiginosa il traffico dati utilizzato attualmente da smartphone e netbook.

La soluzione più ovvia è quella di spingere governi ed operatori telefonici a potenziare le proprie infrastrutture di rete, aggiungendo eventualmente anche nuove frequenze in maniera tale da gestire al meglio l’aumento di utenza.

In ogni caso è un’operazione che va effettuata con estrema urgenza, poiché il tempo a disposizione è veramente limitato per evitare di tornare al una situazione simile a quella vissuta con l’avvento degli iPhone 3GS che hanno creato non pochi problemi alla connettività.

Se però la FCC ha lanciato l’allarme, sono in molti gli esperti che considerano inutile tale preoccupazione, perchè è difficile che il nuovo dispositivo tecnologico proposto dall’azienda del Macintosh possa riscuotere il successo preventivato.

iPad non supporterà Flash player 10: Apple e Adobe al braccio di ferro.

Rumors in rete anticipano quella che sarà l’ennesima pecca dei gingilli di casa Apple.

Sono pigri. Hanno tutto il potenziale per fare cose interessanti ma si rifiutano di farlo. Flash 10 è pieno di Bug” Questo sarebbe cio’ che pensa Steve Jobs del team Adobe secondo Mashable.com .

Le parole di fuoco di Jobs nei confronti di Adobe arrivano, infatti, dopo le moltissime critiche ricevute dalla casa di Cupertino a ridosso del lancio dell’iPad che non supporta Flash Player 10, il plugin proprio di Adobe che consente di visualizzare i contenuti di siti web tra i più seguiti a livello mondiale come YouTube, il sito della Disney e il sito di giochi MiniClip. Praticamente un player che da anni è installato su più del 90% dei dispositivi tecnologici non è stato preso in considerazione, invece, dall’iPad descritto da Jobs stesso come “oggetto rivoluzionario”.

E, se all’iPad e all’iPhone manca il formato Flash, per Jobs la colpa è da attribuire all’azienda di San Josè che è pigra e svogliata. “Non hanno seguito la strada da noi indicata”, ha detto Jobs. “Flash è pieno di bug, ecco perché non abbiamo previsto il supporto. Flash ha già mandato in tilt parecchi Mac. E poi tra poco nessuno userà più Flash, perché il mondo sta andando verso HTML5”, ha concluso.

Adobe non tarda a rispondere… e attraverso il suo blog ufficiale, fa notare a Jobs che forse si è fatto un autogol.
Flash – si legge nel blog – è un formato assolutamente aperto ed Apple è liberissima di sviluppare il proprio Flash Player, se solo ne avesse voglia.
Adobe sarebbe lieta di fornire il codice sorgente alla casa di Cupertino”.
E ancora: “Flash è gratuito, gira perfettamente su device meno potenti di iPad ed è basato sull’Open Screen Project, l’opposto di quello che aveva affermato Jobs”. Questa, in sintesi, la dichiarazione rilasciata proprio tramite la piattaforma open source di Adobe.

Insomma lo Steve Jobs furioso non fa paura a Mountain View né ad Adobe. Vedremo, forse tra qualche anno, come andrà a finire tra Cupertino e le due società Google e Adobe, i cui rapporti sembrano incrinati irrimediabilmente.

Iphone: iMussolini rimosso da iTunes Store

Aveva suscitato scalpore l’applicazione in vendita nello store per iphone, che raggruppava alcuni tra i piu’ celebri discorsi del “dux” Benito Mussolini.

Scalpore inutile a mio avviso. L’ applicazione chiamata iMussolini, non era nient’altro che un archivio audio installabile per pochi euro cents.

Tali discorsi audio si possono trovare su molti siti; cercando bene anche su Wikipedia, Archivio Luce, siti della Rai e documentari vari.

Insomma, ci preoccupiamo di ritirare dal mercato delle cose che poi troviamo legalmente in qualsiasi archivio storico.

Forse  dovremo preoccuparci piu’ di studiare la storia per evitare gli errori/orrori del passato, che di indignarci davanti a queste cose.

Ecco cosa si legge in merito in giro:

Luigi Marino, autore della tanto discussa applicazione Apple chiamata iMussolini l’ha ritirata dal mercato scusandosi e dicendo di aver agito in buona fede e che i filmati presenti erano un modo per far conoscere una triste pagina della storia italiana e che non volevano in alcun modo inneggiare al fascismo o al nazismo.

Dopo due settimane di download la App aveva raggiunto 6.000 download, superando tutte le aspettative dell’autore. iMussolini si trovava nella sezione E-books dello iTunes Store ad un prezzo lancio di 0,79 centesimi e permetteva di ascoltare e vedere filmati storici su Mussolini.

La proprietaria dei filmati e dei diritti d’autore, Cinecittà Luce, ha però annunciato azioni legali contro chi si è permesso, secono l’Istituto, di utilizzare i filmati e le foto solo per atto pubblicitario e commerciale. Alla voce si è anche aggiunta la American Gathering of Holocaust Survivors and their Descendants  (l’associazione americana dei sopravvissuti dell’Olocausto e dei loro discendenti) che prenderà provvedimenti legali contro la Apple stessa. Toccata profondamente in quanto i filmati, secondo loro, sono un insulto diretto a chi ha vissuto personalmente momenti di terrore nel periodo storico citato nell’applicazione iMussolini.